5 suggerimenti per affrontare al meglio partite ravvicinate

La ripresa del campionato è entrata nel vivo. Se da un lato lo spettacolo inizia a venire fuori, dall’altro gli impegni ravvicinati stanno mettendo in crisi squadre e giocatori. Come cercare quindi di rendere al massimo nonostante una partita ogni 3 giorni?

Il lavoro fisico/atletico funziona ma fino a un certo punto. L’aspetto su cui bisogna lavorare è quello mentale/motivazionale, in grado di dare al giocatore le giuste energie nervose per affrontare al meglio impegni così ravvicinati.

Per questo motivo, oggi analizzo un circuito mentale fondamentale per affrontare al meglio questa situazione, farsi trovare sempre pronti e rendere al meglio.

Ecco 5 punti cardine su cui focalizzarsi.

#1 FISSARE UN OBIETTIVO

È importantissimo avere un obiettivo chiaro da raggiungere da qui a fine stagione. Questo obiettivo deve avere tre caratteristiche fondamentali:

– Essere positivo (raggiungere un certo numero di punti, una posizione in classifica, un certo numero di reti realizzate)

– Essere stimolante (deve andare sopra le nostre possibilità e spronarci a fare sempre meglio)

– Essere misurabile (deve essere oggettivamente verificabile. Vincere le partite va bene, mettere in scena un bel gioco no)

#2 PREPARARSI ALLA GARA

I tempi stringono e la preparazione deve avere degli elementi molto chiari, precisi e veloci. Il focus deve rimanere sulla prestazione. Il calciatore deve lasciare perdere tutte le distrazioni (parte fisica, turnover, cambio modulo, caldo, ritiro, contratto) e diventare una vera e propria macchina. Per tutte quelle cose serve tempo e adesso, di tempo, non ce n’è a sufficienza per concentrarsi su tutto quanto. Serve restare concentrati sulla prestazione. Quello che consiglio di fare, la sera prima della gara, è un esercizio di visualizzazione (argomento che approfondiremo più avanti). Il giocatore deve pensare, immaginare e creare nella sua mente le immagini della prestazione che andrà a fare il giorno dopo. Ovviamente, per un fattore scientifico, il cervello non distingue ciò che immagina da ciò che vive. Per questo la visualizzazione aiuta a vivere con anticipo quella situazione, immaginandola precisa e perfetta.

#3 LA PARTITA

Quando il giocatore è in partita, il suo pensiero deve restare focalizzato sulla gara ancora da svolgere. Gli errori fatti prima di quel momento devono essere dimenticati. Il pensiero deve stare avanti, a quello che ancora deve succedere nei 90 minuti, non a quello che è successo prima. Se il giocatore si focalizza su una cosa negativa, il suo stato d’animo diventa negativo. Quella situazione va resettata, alimentando il pensiero di quello che deve ancora fare in campo. C’è poco tempo e tutte le energie devono essere messe a disposizione in un tempo molto rapido.

#4 ANALISI DELLA PARTITA

Quando si analizza una partita conclusa, bisogna partire prima dalle cose positive, passando poi alle cose da migliorare. Lo stato d’animo deve restare positivo, cercando nella prestazione cose buone. In un secondo momento si va a correggere gli errori e a migliorare le cose che non sono piaciute. L’analisi va fatta a freddo, sempre il giorno dopo la gara. Anche se, con le partite così ravvicinate, il giorno dopo rischia di essere già la vigilia della partita successiva. Il consiglio che mi sento di dare in situazioni come queste, in cui manca il tempo, è di saltare l’analisi. Altrimenti alla viglia della nuova gara mi ritrovo a pensare ancora a quella precedente e, quando arrivo al fischio d’inizio, corro il rischio di non essere pronto.

#5 IL RIPOSO

A conclusione di questo percorso è importante prendersi un giorno di riposo. Il giorno di riposo ha lo scopo di staccare sia dal punto di vista fisico che mentale. È importante per il calciatore prendersi un momento per tenere il proprio pensiero lontano dal calcio. Cambiare le abitudini quotidiane, per un giorno, può essere un modo molto pratico per farlo. Occorre dare il giusto valore al riposo che ha proprio lo scopo di rigenerarci e farci trovare pronti per preparare la prossima sfida.

Quando abbiamo fatto tutto questo, abbiamo creato un circuito.

E poi? Poi si riparte. Si ripercorre questo ciclo guardando sempre avanti, tenendo ben focalizzato l’obiettivo finale.

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