Soluzioni, non colpevoli: il segreto di una mentalità vincente.

L’ultima giornata di serie A conferma i pronostici d’inizio stagione. Sfida al vertice tra Juve- e Inter, con il Napoli pronto all’agguato.
In questo weekend, caratterizzato dall’atteso derby di Milano, il “metodo Conte”, del quale abbiamo parlato nel precedente articolo, ha mantenuto le attese: grande entusiasmo, alta tensione e risultato acquisito.
Risultato pieno anche per la Juventus di Sarri che incassa i 3 punti nell’attesa di esprimere il bel gioco spumeggiante, vero cavallo di battaglia dell’ex allenatore di Chelsea e Napoli.

Attesa che invece sta snervando il mondo Milan, proprio perché i risultati tardano ad arrivare. I buoni propositi dell’estate sembrano già un ricordo lontano. Il maestro Giampaolo è finito dietro la lavagna come uno studente qualunque, dopo la sconfitta nel derby, e i professori del calcio già si interrogano. Emblematico il titolo apparso oggi su La Gazzetta dello Sport: “Di chi è la colpa?”
Per uscire dalle difficoltà occorre predisporsi a trovare soluzioni, non certo i colpevoli. Fondamentale è porsi la giusta domanda, ovvero “come fare per ottenere i risultati prefissati?” piuttosto del “perché i risultati non arrivano?”.

Se in casa Milan è caccia al colpevole, in casa Torino e Fiorentina invece si va a caccia di scuse: episodi arbitrali sfavorevoli, direzione di gara sbagliata ed errori dei singoli. Si cerca di attribuire la causa del fallimento a qualcosa di esterno. I cosiddetti alibi, che servono a giustificare la sconfitta piuttosto che assumersi la responsabilità del cambiamento di rotta e di risultato.

In casa Lazio la netta vittoria per 2-0 sul Parma è macchiata dalla reazione di Ciro Immobile, verso il suo allenatore, dopo la sostituzione.
Episodio già chiarito con le scuse arrivate dal diretto interessato tramite post su Instagram, dove ha spiegato come la tensione e la pressione della gara giochino a volte brutti scherzi. Se Immobile ci ricorda quanto sia importante la gestione del proprio stato d’animo per ottenere risultati importanti è anche vero che il segnale dell’attaccante biancoceleste è da “vincente”, da chi si prende volentieri la responsabilità sulle proprie spalle, da chi vuole essere parte della gara fino all’ultimo respiro.

Già, fino all’iltimo respiro. Cosa che non sono riusciti a fare Bologna e Fiorentina, che all’ultimo istante sono state beffate. Segno inequivocabile di calo di attenzione, di concentrazione. Per usare un linguaggio sportivo possiamo dire che per vincere è importante restare sempre sul pezzo.

Fortunatamente domani si tornerà di nuovo a giocare e ci sarà per tutti un’altra occasione da cogliere. A patto che si vada in campo con la testa giusta. Come sempre.

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