Da calciatore a top player: l’importanza di avere un modello da imitare

“Quando lo presi dallo Sporting era giovanissimo… Me ne innamorai subito, vedendo varie partite in Portogallo. Il giorno che lo incontrai a Manchester, lui era determinatissimo. Ricordo che eravamo nel mio studio all’interno di Old Trafford… Arrivò con il suo procuratore e disse: “Piacere Mister… Sono qui per migliorare, voglio essere ricordato in questo mondo. Se c’è una persona che può aiutarmi in tutto questo è lei!!!”

Si sedette e iniziammo a parlare… Rimasi sbalordito da quelle parole. Mai nessuno era stato così deciso nel dire i suoi obiettivi… Gli dissi: “Piano ragazzo… Prima di tutto per giocare da noi dovrai rimodellare il tuo fisico, perché sei troppo magro. Tecnicamente non ho nulla da dirti”. Quelle parole per lui risuonarono come un richiamo. Faceva ogni giorno doppie sedute in palestra. A casa sua a Manchester si fece costruire un’intera palestra e ingaggiò un personal trainer. Aveva 17 anni… Ma era già un esempio per molti in quel Manchester… Aveva talmente voglia di arrivare in alto che ogni volta che terminava un’allenamento, tornava a casa con il suo preparatore per modellare con i pesi il suo fisico. Davanti il suo armadietto aveva un adesivo con su scritto. “Impossible is Nothing“. Ogni match che giocava, migliorava sempre di più… Ero orgoglioso di lui. Aveva un altro sogno, che era quello di giocare con il Real Madrid. Me lo disse poco dopo il suo arrivo a Manchester, ma io non dissi nulla. Mi faceva vincere e giocava per noi. Sapevo però che prima o poi quel giorno sarebbe arrivato. Il giorno prima del suo trasferimento a Madrid, mi telefonò… Parlammo per una buona mezz’ora. Non avevamo la forza economica per trattenerlo. Scoppiò in lacrime, e io gli dissi che era il momento giusto per approdare in quel club, e mi fece una promessa… Mi disse: “diventerò il numero uno, voglio che lei sia orgoglioso di me”. Ci lasciammo in quel modo. Sapevo che le sue parole non erano un modo di dire. Quando ci incontrammo nell’estate 2016 dopo la vittoria dell’Europeo in Francia, mi abbracciò e disse: “Mister, è soddisfatto di quello che ho fatto fino ad oggi?” Gli sorrisi e gli dissi: “che Dio ti benedica figliolo”… Cosa altro potevo dire ad uno così…” Alex Ferguson – Tratto dal film: RONALDO

Le parole di uno dei più grandi allenatori della storia, descrivono il percorso professionale di uno dei giocatori più grandi della storia.

In queste parole di Alex Ferguson c’è la strategia che Cristiano Ronaldo ha utilizzato per diventare il giocatore che è e, soprattutto, per realizzare tutti i suoi sogni.

“Sì vero, ma lui è pur sempre Cristiano Ronaldo!” penserai. 

Beh, certo. Ma lui ha “semplicemente” dimostrato che fare un certo tipo di lavoro è possibile. E se è possibile è replicabile, e se è replicabile… lo puoi fare anche tu!

Ma vediamo di analizzare bene il percorso di crescita di Cristiano Ronaldo.

“…lui era determinatissimo…Mai nessuno era stato così deciso nel dire i suoi obiettivi…”

Questo passaggio di Sir Ferguson indica fondamentalmente una cosa: Cristiano Ronaldo a 17 anni aveva le idee chiare su ciò che voleva realizzare ed era determinato a farlo, a tal punto che il mister non ricordava nessuno così deciso nel dire i suoi obiettivi.

E tu? Hai le idee chiare su ciò che desideri? Che valore ha? Quanto è importante per te? Sei determinalo a realizzarlo, ovvero cosa sei disposto a fare perché accada?

Ora che hai fatto chiarezza su questo aspetto, vediamo il secondo.

“Prima di tutto per giocare da noi dovrai rimodellare il tuo fisico, perché sei troppo magro. Tecnicamente non ho nulla da dirti”

L’allenatore di Cristiano Ronaldo analizza sinteticamente i punti di forza e le aree di miglioramento del giocatore.

Tecnicamente ok, fisicamente da rimodellare perché troppo magro.

Tu hai la stessa chiarezza sui tuoi punti di forza? Sai quali sono? Li riconosci? E sai quali sono gli aspetti da migliorare? Quando il mister o il preparatore atletico o altri dello staff  ti richiamano su alcuni aspetti che reazione hai? Sei permaloso o cogli il suggerimento come stimolo a lavorare e correggere ciò che non va? (“Quelle parole per lui risuonarono come un richiamo”).

Ti suggerisco di prendere carta e penna e scrivere tutti questi aspetti in modo ordinato, da una parte quelli dove ti senti al top e dall’altra le aree di miglioramento.

Dopo questi suggerimenti Cristiano Ronaldo è passato all’azione, “Faceva ogni giorno doppie sedute in palestra. A casa sua a Manchester si fece costruire un’intera palestra, e ingaggiò un personal trainer”

Cristiano Ronaldo ha creato una strategia per migliorare gli aspetti che lo avrebbero portato a realizzare il suo sogno. Una strategia chiara e un lavoro specifico. Si è affidato a professionisti esperti, si è costruito in casa una palestra, ovvero ha utilizzato una struttura adeguata. A 17 anni aveva già l’atteggiamento mentale del campione perché aveva chiara la visione di ciò che avrebbe realizzato nel corso degli anni (“era determinatissimo”).

Tu hai una strategia chiara? Sai cosa fare per migliorare le tue lacune? Sei determinato a farlo? Sei resistente alla fatica?

Certo, ovviamente tutto questo ha un prezzo da pagare in termini di sacrifici, rinunce, fatiche e isolamento da parte degli altri che probabilmente vedranno in te solo un invasato, un presuntuoso o, come si dice nel mondo del calcio, un fenomeno e un montato. 

E qui mi sento di farti una domanda: sei determinato a realizzare il tuo sogno? 

Se la risposta è sì, hai un esempio davanti a te di come i sogni possano trasformarsi in piacevoli realtà. 

Cristiano Ronaldo è un esempio, ma ce ne sono certamente molti altri. Ora spetta a te fare lo stesso.

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