4 caratteristiche per riconoscere un uomo spogliatoio

Ne sentiamo parlare da sempre, ma individuarlo è una delle cose più difficili per una squadra. È l’uomo spogliatoio, ovvero colui che, per definizione stessa, tiene unito il gruppo verso un unico obiettivo. I casi più lampanti del nostro campionato sono senza ombra di dubbio quello di Cristiano Ronaldo per la Juventus e di Zlatan Ibrahimovic per il Milan. Due fuoriclasse, due campioni, due personalità in grado di trascinare in maniera del tutto naturale una squadra intera verso risultati importanti.

E se, come si dice, un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile, con uomini del genere al comando farlo può essere ancora più facile.

L’uomo spogliatoio non è necessariamente il capitano di una squadra ma la persona che è in grado di coinvolgere e compattare il gruppo in vista di un unico traguardo. In un’azienda viene definito leader e le sue caratteristiche fondamentali sono quelle che lo rendono unico nel suo genere.

Vediamo quali:

#1 Vincente: l’uomo spogliatoio è uno che ha vinto e la sua storia di successi lo porta a credere fortemente nella possibilità di replicare i risultati. È stato così per CR7 con la Champions League: il suo trasferimento alla Juventus è stato fatto nell’ottica di portare a Torino un campione che avesse vinto in Europa. Stessa cosa per Ibra: un Milan in fase di ricostruzione aveva bisogno di una personalità forte in grado di motivare in maniera corretta uno spogliatoio giovane. Lo svedese, che ha vinto ovunque sia andato, era la scelta giusta.

#2 Pensiero Positivo: a differenza dell’allenatore, l’uomo spogliatoio ha sempre un pensiero positivo sulle cose. Anche nella critica e nella sconfitta. Difficilmente sentiamo un leader parlare di errori e difficoltà come un limite. L’uomo spogliatoio trova sempre gli aspetti da migliorare con una visione positiva, rivolta sempre verso il successo. Il suo pensiero è orientato a come fare per ottenere i risultati, non sul perché questi non sono stati raggiunti.

#3 Coerenza all’azione: l’uomo spogliatoio è colui che agisce e con la sua azione offre un esempio a tutti. Non si concentra sulle chiacchiere, ma passa ai fatti. CR7 e Ibra spesso sono stati citati dai compagni come esempi di professionalità: i primi ad arrivare all’allenamento e gli ultimi ad andare via.

#4 Ispirazione: con il suo comportamento e il suo atteggiamento, l’uomo spogliatoio diventa una persona credibile perché ha raggiunto risultati importanti. Con il suo pensiero diventa un esempio da seguire e un modello a cui ispirarsi. È questo che riesce a compattare il gruppo: la presenza di una persona da cui prendere esempio.

“Può fare ombra o diventare uno stimolo, io ho seguito questa seconda strada: ha dato qualcosa a chiunque sia entrato in contatto con lui. In partitella mi piace giocarci contro, insieme è troppo facile” ha detto qualche tempo fa Federico Bernardeschi parlando di Cristiano Ronaldo.

Sono queste le 4 caratteristiche che fanno di un campione un uomo spogliatoio e garantiscono al gruppo la giusta direzione verso un obiettivo vincente.

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