Come un calciatore può sfruttare al meglio le vacanze da un punto di vista mentale?

I tre mesi di stop a cui ci ha costretto la pandemia da Coronavirus hanno reso molto più intensa l’ultima stagione. Un campionato lungo quasi 12 mesi, che ha visto molti calciatori arrivare sfiniti alle ultime gare. Come se non bastasse, il mese di agosto vedrà come protagonista la fase finale della Champions League e, se da un lato c’è chi si interroga sulla data migliore per ripartire a settembre, dall’altro c’è chi arriverà a giocarsela fino in fondo, avendo poi pochissimo tempo per rifiatare.

Occorre quindi sfruttare al meglio quelle poche settimane di riposo tra una competizione e l’altra, staccando sì, ma senza perdere mai di vista la propria identità da professionista: da un punto di vista fisico e mentale.

Il calciatore, in buona sostanza, deve ricordarsi di essere un calciatore. Le abitudini base (alimentazione, attività fisica e stile di vita) devono restare coerenti con quella che è la sua professionalità. Spesso, soprattutto i calciatori più giovani, dopo una stagione intensa, approfittano della pausa estiva per staccare mentalmente. Un approccio diverso, che rischia poi di diventare totalitario e mettere in difficoltà più del dovuto il giocatore alla ripresa.

Per approcciarsi al meglio alle vacanze estive, traendo da queste tutti i benefici correlati, un calciatore può fare poche cose ma fatte bene.

– La prima, come già detto, è quella di ricordarsi di essere un professionista. Allentare la pressione per recuperare le energie va bene, ma il calciatore non deve assumere un’identità diversa dalla sua. L’attività fisica viene indubbiamente modificata, ma non sospesa. La preparazione deve essere graduale e va intensificata giorno dopo giorno, fino al momento della ripresa.

– La seconda, invece, coinvolge l’aspetto mentale del calciatore, al quale è richiesto un piccolo esercizio per non perdere i benefici ottenuti fino a quel momento:

#1 La pausa estiva è la grande occasione per fare un’analisi della stagione appena conclusa. È fondamentale individuare prima tutte le cose che mi sono piaciute e i punti di forza che mi hanno permesso di ottenere determinati risultati. Poi, faccio la stessa cosa con tutto quello che non mi è piaciuto e non mi ha dato soddisfazione. Vado a vedere quali meccanismi mi hanno portato a quell’insuccesso e, con un’ottica positiva, cerco una soluzione.

#2 A tutto questo accompagno un atteggiamento propositivo: messe insieme cose buone e cattive della passata stagione, creo aspettative, propositi e obiettivi per quella che sta per iniziare. Una volta individuati, collego a ciascuno di questi una motivazione.

#3 Fatto questo, identifico una strategia, un piano d’azione, che mi porti a realizzare tutto quello che ho individuato al punto 2.

Un percorso, quello spiegato qui sopra, che mi porta a visualizzare l’obiettivo che voglio raggiungere con anticipo, in modo da prepararmi al meglio sia da un punto di vista fisico che mentale. Inizio a immaginare quello che mi accadrà nel momento in cui otterrò quei risultati. L’impatto emozionale che ne deriva servirà a dare maggiore valore alla realizzazione dell’obiettivo.

Ovviamente tutto questo lavoro va fatto sempre in un contesto di riposo, tipico della vacanza estiva.

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