L’addio al Barcellona e la tentazione City: cosa ne sarà di Leo Messi?

La nuova stagione è già alle porte.

Poco importa se l’ultima gara si è giocata appena cinque giorni fa: molti calciatori sono già al lavoro per preparare la prossima annata.

C’è chi, reduce da un mese intenso, si gode un po’ di sano e meritato relax, c’è chi è già in ritiro con la propria squadra e chi, invece, sta cercando di capire cosa fare del proprio futuro.

Tra questi, strano a dirlo, c’è Lionel Messi.

L’attaccante argentino, dopo 20 anni al Barcellona, sembra seriamente intenzionato a lasciare la Catalogna.

Al di là delle ragioni (professionali, tecniche, umane o economiche che siano) è probabile che uno dei giocatori più forti del nostro secolo sia pronto a intraprendere una nuova avventura.

Non certo una novità. I grandi campioni si spostano di continuo per cercare nuovi stimoli (vedi Cristiano Ronaldo alla Juventus o Ibrahimovic che torna al Milan a 38 anni). Messi, però, è un capitolo a parte: il suo con il Barcellona è sempre stato un rapporto speciale, tanto da portarlo più volte a giurare amore eterno ai blaugrana.

Adesso, però, le cose sono cambiate. E una serie di domande attanagliano la mente di tifosi e addetti ai lavori.

Perché andarsene da Barcellona? Quale squadra scegliere? Che risultati darà questo cambiamento?

Proviamo a rispondere.

DIVORZIO

Cosa è successo nella mente del campione per arrivare a un punto di rottura così forte?

Qualcosa deve essersi interrotto. Più precisamente il meccanismo di successo che Messi aveva contribuito a creare negli ultimi 16 anni. Prima il Barcellona aveva un certo tipo di gioco, otteneva risultati importanti, che portavano i singoli a ottenere premi e riconoscimenti individuali (vedi i 6 Palloni d’Oro). Ora, da qualche tempo, non è più così: il Barcellona non vince più, fa fatica, il gioco non è più quello di prima e la situazione di disagio (in campo e fuori) si è palesata nella mente del giocatore.

In casa blaugrana si è provato a riattivare il meccanismo con il cambio di allenatore, ma niente. Con l’arrivo di Koeman, che ha dichiarato che nel suo Barcellona non ci saranno privilegiati, quel meccanismo è stato distrutto definitivamente.

Un campione come Messi, a questo punto, ha due scelte: o contribuisce a ricostruirlo o decide di cercarlo altrove.

E sembra che l’argentino abbia scelto la seconda strada. 

Perché? Dentro di noi ci sono due forze che ci muovono e ci spingono a prendere decisioni: una è la ricerca del piacere, l’altra è l’allontanamento dal dolore. In questa circostanza, Messi, che sta vivendo una situazione di disagio, ha due possibilità: cercare il piacere o allontanarsi dal dolore.

E sembra che la seconda strada sia quella scelta dalla Pulce.

DESTINAZIONE

A questo punto, vista la voglia di andare via dell’argentino, la prima cosa da chiedersi è: dove andrà a giocare la prossima stagione?

Probabilmente Messi cercherà una realtà molto simile al Barcellona.

E allora quale squadra migliore del Manchester City per farlo? Lì c’è Guardiola, l’allenatore che insieme a lui ha costruito i successi del Barcellona, Manuel Estiarte, uomo di fiducia del tecnico dai tempi dell’avventura in Blaugrana, e Ferrian Soriano, dirigente anche lui ex Barcellona. Una famiglia, insomma, quella che Messi ritroverebbe in Inghilterra, che gli permetterebbe di ricrearsi una comfort zone ormai persa in Spagna.

COME SARÀ IL FUTURO DI MESSI?

Escludendo il piano tecnico e tattico da questa considerazione, penso che la storia di Messi sarà diversa da quella scritta da altri grandi campioni (come Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic, per dirne due). Loro hanno dimostrato con i fatti di voler accettare nuove sfide, di voler andare incontro a situazioni complesse, consapevoli di avere i mezzi per poterle risolvere.

L’atteggiamento mentale di Messi non è lo stesso. L’allontanamento da una situazione di difficoltà come quella di Barcellona è il primo indizio: è meglio allontanarsi da una condizione di disagio, cercando una situazione facile rispetto al suo modo di vivere il calcio, tornando ad abbracciare l’allenatore con cui ha condiviso tantissimi successi.

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