L’approccio mentale vincente del calciatore fuori rosa

Capita sempre più frequentemente che, a causa di decisioni tecniche, tattiche o comportamentali, un calciatore venga messo alla porta.
Il mercato è solo una delle vie per una società di liberarsi di un tesserato. Se lo scontro avviene a stagione in corso, può succedere che l’atleta venga messo ai margini del progetto tecnico, obbligato ad allenarsi a parte e a guardare i compagni giocare dalla tribuna.
È il caso del fuori rosa, una condizione che penalizza il giocatore, ma che se affrontata con il giusto approccio mentale può essere sfruttata come leva motivazionale.

Come?

Innanzitutto c’è da capire se il calciatore viene estromesso dal gruppo in maniera definitiva o temporanea. Fatto sta che nel momento in cui succede tutto questo, l’esperienza del giocatore in quella realtà è sicuramente finita.

Il calciatore si trova a questo punto davanti a un bivio: capire le reali motivazioni che lo hanno portato in questa situazione, finendo a fare un inevitabile elenco di aspetti negativi (che il più delle volte non dipendono dal calciatore) o cercare di capire come utilizzare questo momento per lavorare su se stesso.

Il primo passo è fare la scelta corretta, ovvero capire come posso utilizzare questo periodo di esclusione dalla rosa per fare un passo avanti, sotto tutti i punti di vista, verso il mio obiettivo.

Una volta imboccata questa strada, il lavoro che consiglio di fare è il seguente:

  • Rispetto al tuo potenziale (cioè al calciatore che vuoi diventare), quali sono le caratteristiche che voglio acquisire? Per facilitare questo passaggio consiglio sempre di prendere un modello di riferimento al quale ispirarsi.
  • Identificato il modello, dividiamo queste caratteristiche in 3 aree: fisico/atletica, tecnico/tattica, mentale/motivazionale. Su ognuna di queste dobbiamo andare a cogliere quali sono gli aspetti su cui posso migliorare, avvicinandomi sempre di più al modello di riferimento.
    Il vantaggio è che, essendo fuori rosa, non ho la tensione della partita (e il conseguente allenamento fatto a scadenza), non ho pressione e tensioni che possono creare ostacoli nel processo di crescita.
    La situazione si sta volgendo a mio vantaggio.
  • Creo il mio programma di lavoro, ovvero le cose che devo fare entro un tempo ben definito.
  • Fatto questo, inizio a lavorare. Qual è l’aspetto motivazionale che uso per far leva su questo tipo di percorso? Senza ombra di dubbio pensare al raggiungimento di quel modello, perché quando l’avrò raggiunto saranno le squadre a cercarmi.
  • Infine, tutte le volte che mi alleno, faccio delle verifiche sulle mie aree di miglioramento, segnando anche il lavoro per il periodo successivo.

A questo punto la problematica dell’essere fuori rosa non esiste più.

Giorno dopo giorno mi accorgerò che sto facendo passi avanti per raggiungere quel modello di giocatore che voglio diventare. Lavoro che mi permetterà di raggiungere i miei obiettivi indipendentemente dal fatto che io sia fuori rosa.

Quando si vivono situazioni di questo tipo, che dipendono da altre persone, abbiamo una sola strada: quella di lavorare su noi stessi, con l’obiettivo di crescere, migliorare e trovare la voglia di giocare e ottenere risultati che faremo venir fuori definitivamente nel momento in cui ci daranno la possibilità di tornare in campo.

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