Il Mental Coach Civitarese: “Toro per vincere devi pensare in grande”

Oggi ho il grande piacere di pubblicare la mia intervista a Roberto Civitarese, un famoso Mental Coach che da diversi anni lavora con molti calciatori e autore del libro “Gioco di testa”.

Ci tengo molto a ringraziarlo per la sua disponibilità e professionalità.

Buongiorno Roberto. Contro il Milan per il Toro è arrivata la quinta sconfitta di fila in campionato. Con quale mentalità si esce da questo periodo così difficile?

“Quando si attraversano momenti di difficoltà, di risultati negativi, occorre prendere coscienza dei propri punti di forza, delle proprie qualità e dei mezzi a disposizione. Successivamente capire come utilizzare queste risorse per ottenere i risultati attesi. È fondamentale fare un’attenta analisi sugli aspetti positivi, anche se in situazioni come questa è più facile mettere l’accento su ciò che non funziona”. 

Fin dal suo arrivo mister Longo ha iniziato e continua a lavorare molto sulla testa dei giocatori. Quali “corde” bisogna toccare, secondo lei, per motivarli? 

“Il primo passo da fare è individuare, definire e condividere un obiettivo comune. Per obiettivo intendo un risultato concreto, misurabile e, mi permetto di dire, stimolante. Le motivazioni crescono sempre all’ombra di obiettivi stimolanti. La mediocrità, il volare basso e puntare al minimo creano sfiducia e debolezza. Mi rendo conto che in situazioni complesse diventa difficile “pensare in grande” ma questo è assolutamente il primo passo da fare per riacquistare fiducia in se stessi e nel gruppo. È il passo che ti porta a dire: “Si! Ce la possiamo fare!”

Ritiene che la società granata debba apportare dei cambiamenti? Quali esattamente? 

“La società ha già apportato un grande cambiamento che è stato quello di sostituire la guida tecnica. Ora è importante dare fiducia al nuovo corso e far sì che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Per vincere occorre il lavoro di tutti, dallo staff ai calciatori, dalla dirigenza ai tifosi. Ciascuno nel suo ruolo è importante per raggiungere risultati positivi”.

Cosa deve fare il Toro per dimenticare e superare  le sei sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia e ripartire? 

“Deve guardare avanti, al futuro, con fiducia. Come dicevo prima occorre ripartire dai punti di forza. Fissare un obiettivo stimolante e condividerlo. Poi lavorare ogni giorno con l’unico pensiero di raggiungerlo, a qualunque costo. Bisogna fare un patto tra tutte le forze in gioco. Insieme tutto è possibile! Un famoso aforisma recita: “un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile”. Aggiungo, a patto che ciascuno sia disponibile a fare la propria parte”.

Quanto può essere utile e importante per i giocatori granata avere e poter sentire la vicinanza dei tifosi anche durante gli allenamenti a porte aperte al Filadelfia? 

“I tifosi sono una componente fondamentale sia per raggiungere risultati positivi che per uscire dalle difficoltà. Regalare gioie ai tifosi è uno stimolo importante per ogni giocatore. Anche ricevere l’incoraggiamento dei propri sostenitori è una leva motivazionale potentissima. Suggerirei ai tifosi di lasciare alle spalle le delusioni e stringersi intorno alla propria squadra per sostenerla e incoraggiarla. I tifosi sono davvero il dodicesimo uomo in campo. Sono fondamentali”.

Il problema del Toro potrebbe essere la mancanza di una mentalità vincente? 

“Il Torino ha una rosa di giocatori esperti che, è bene ricordare, nella scorsa stagione ha realizzato il record di punti. Quest’anno ci sono state difficoltà forse impreviste che hanno complicato la stagione. Ma siamo a febbraio, il campionato è ancora lungo e le cose possono cambiare rapidamente”. 

Domani la chiamano il presidente Cairo, il ds Bava e mister Longo. Ognuno di loro le chiede un consiglio. Quale darebbe a ciascuno?

“Chiederei di poterci sedere tutti e quattro intorno ad un tavolo poi farei queste domande:
– a mister Longo: “Quali sono le doti, le qualità e le potenzialità di questo gruppo?”
– al Direttore Bava: “Con le qualità individuate dal mister dove può arrivare questo gruppo, quale obiettivo concreto può raggiungere?”
– al Presidente: “Cosa è disposto a fare per premiare questo gruppo una volta raggiunto l’obiettivo definito dal Direttore?”
Chiuderei l’incontro dicendo “Ottimo, ora abbiamo un obiettivo stimolante da raggiungere, le risorse per farlo e le giuste motivazioni perché accada. Buon lavoro!”

di Giovanni Goria

Fonte: cuoretoro.it

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