L’approccio mentale davanti alle difficoltà: il caso Jeremy Wisten spiegato dal Mental Coach

È notizia di questi giorni la morte di Jeremy Wisten, giovane difensore inglese dell’Academy del Manchester City, che, dopo il mancato rinnovo di contratto è entrato in una spirale di negatività dalla quale non è stato in grado di uscire, arrivando a togliersi la vita a soli 17 anni.

La paura di non riuscire più a coronare il proprio sogno di diventare un calciatore professionista l’ha prima spinto verso la depressione e poi schiacciato lentamente, portandolo al gesto estremo. Un caso su cui riflettere, dal quale però voglio prendere anche le distanze a livello professionale: per questo tipo di problematiche sicuramente il supporto di uno psicologo è la scelta migliore. Ma c’è uno step, prima che tutto questo diventi irrecuperabile, in cui è possibile lavorare su se stessi, senza lasciare che i sogni volino via insieme alle nostre speranze, portandosi una vita intera.

Mi interfaccio quotidianamente con calciatori che, trovando un ostacolo sul proprio percorso, arrivano a un passo dall’arrendersi.

La cosa che bisogna specificare subito è che l’ostacolo sulla strada verso il proprio obiettivo è qualcosa di superabile. Come? Grazie a un atteggiamento mentale corretto. Come mi pongo davanti alle difficoltà?

Di fronte a un intoppo abbiamo due possibilità:

– Ci concentriamo sul problema, alimentandolo con un dialogo interno (Perché proprio a me? Perché proprio adesso che le cose andavano bene?), portandolo a diventare gigantesco davanti ai nostri occhi. Un approccio che porta al riconoscimento da parte nostra della forza di questo ostacolo, che alla lunga può finire con lo schiacciarci.

– In alternativa posso guardare all’obiettivo, cercando di capire come superare la difficoltà per continuare nel mio percorso. 

La differenza la fa dove pongo il focus: se sull’obiettivo, mi focalizzo sulla sua importanza e trovo le risorse per superare l’ostacolo; se sull’intoppo finisco col farmi schiacciare.

Il caso di Jeremy Wisten fa capo proprio a quest’ultimo caso. Il ragazzo si focalizza sul problema che si trova davanti, vedendo il suo sogno allontanarsi sempre di più. Subentra poi la non accettazione della situazione, che ci fa sembrare la vita inutile senza quel sogno e ci porta, in rari casi (ma da non sottovalutare), al gesto estremo.

Una situazione, come detto, su cui si può intervenire per tempo. Con un aiuto psicologico, sicuramente, ma anche con un approccio mentale corretto davanti alle difficoltà: acquisendo la consapevolezza che più è grande l’ostacolo che troverò sulla strada verso il mio obiettivo, più è importante il mio sogno.

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