IL MENTAL COACH PROMUOVE IL BOLOGNA

Il ko con il Venezia un incidente di percorso. La squadra sta facendo un cammino virtuoso.

CIVITARESE: “OK BOLOGNA, LA TESTA E’ GIUSTA”
Il Mental Coach promuove la band di Mihajlovic: “La sconfitta con il Venezia? Solo un incidente di percorso, il team è in crescita”
di Marcello Giordano
Ormai da 13 anni è entrato nel mondo del calcio. Sempre più spesso allenatori e sportivi parlano di questioni mentali ed è seguendo questo filone che Roberto Civitarese è diventato un allenatore di testa e mentalità: uno dei più apprezzati mental coach. A Casteldebole entrò 13 anni fa seguendo Casarini, in passato ha lavorato con Nicolas Viola e da 10 anni segue Lorenzo De Silvestri. E’ a lui che abbiamo chiesto se il famoso salto di qualità che il Bologna sfiora senza mai centrare sia una questione di testa o meno.

Roberto Civitarese, a Bologna la domanda è una soltanto: perchè i rossoblù si bloccano sempre sul più bello?
“Da fuori la vedo diversamente. Il Bologna ha perso un’occasione con il Venezia, si, ma sta facendo bene. Bisogna fare un passo indietro e tornare agli obiettivi e alla costruzione del progetto tecnico per fare un’analisi della situazione”.

Obiettivo stagionale: parte sinistra della classifica.
Con 18 punti in 13 partite la proiezione a fine stagione è di 52 punti: ci siamo. E se dovesse vincere a La Spezia il Bologna andrebbe ad una media di 1,5 punti a gara, già un passo oltre”.

Ma vincendo con il Venezia i rossoblù sarebbero sesti, con proiezione a oltre 60, da lotta per l’Europa.
“Ma questo sarebbe un secondo salto di qualità, perchè il primo il Bologna lo sta già facendo. Per questo sarebbe sbagliato mettere in discussione tutto per un risultato negativo con il Venezia. A Casteldebole c’è un percorso di crescita in corso e si stanno facendo le cose bene e in maniera virtuosa. Faccio un esempio”.

Prego.
“La sconfitta ad Empoli è stata affrontata con l’atteggiamento di chi vuole fare qualcosa in più”,

Ma cambiando modulo Mihajlovic non ha forse messo in discussione il progetto tecnico iniziale?
“Lo staff ha dato un segnale trasformando n opportunità un momento negativo. L’obiettivo è quello finale di classifica, il modulo un mezzo”

La piazza spera in qualcosa di più.
“Tifosi e critica non vedono l’ora che il Bologna lotti per l’Europa e rivivono situazioni del passato relativo al mancato salto di qualità come se la storia dovesse ripetersi. Questo è l’inghippo. Chi lavora sul campo e vuole salire di livello invece deve guardare avanti, con obiettivi ben chiari: perchè ogni anno è una storia nuova e da fuori la percezione è che il Bologna stia facendo passi avanti”.

Ammesso e non concesso che la squadra abbia i valori per lottare per qualcosa di più, come si fa a far scattare la scintilla per andare oltre?
“E’ un meccanismo che si autoalimenta, legato a pensiero, azione e risultato. Io penso a cosa serve per raggiungere un risultato , vado in campo e faccio quello che è funzionale e il risultato diventa una conseguenza.  Vinco con una big come la Lazio? Mi sento più competitivo. La sconfitta di domenica è un’interruzione di questo circuito e se si innesca il pensiero del mancato salto di qualità c’è il rischio di rivedere l’obiettivo e di innescare un meccanismo che porta a perdere. Se il Bologna resta lì a lottare per un obiettivo stimolante allora avrà l’occasione di sentire l’adrenalina che sale”.

De Silvestri dice che il Bologna deve pensare ai punti sempre.
E questa è un’ulteriore dimostrazione di come il Bologna stia crescendo, anche sotto il profilo della mentalità. Questo perchè oggi la mentalità è percepita molto di più come un fattore importante”.

Resto del Carlino – QN

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