Calciatori e social network: come gestirli al meglio?

La presenza delle telecamere negli spogliatoi di Serie A non ha solo avvicinato il tifoso al calciatore nel pre-partita, suscitando curiosità sui diversi tipi di approccio alla gara, ma ha soprattutto svelato preoccupanti retroscena sui momenti che precedono il fischio d’inizio.

Molto spesso vediamo infatti campioni, già con la divisa da gioco, alle prese con gli smartphone seduti davanti al proprio armadietto. Situazioni che fanno infuriare in primis gli allenatori, che il più delle volte vietano l’utilizzo dei dispositivi nello stanzino poco prima di scendere in campo. La problematica continua anche fuori dal rettangolo di gioco: sono sempre di più infatti i calciatori vittime di scivoloni incredibili sui loro profili. Foto pubblicate nei momenti sbagliati, copy contenenti frecciatine verso compagni e avversari, situazioni di vita privata che non vengono comprese e condivise da tifosi e società.

Com’è facile immaginare, il rapporto calciatore-social network può diventare con estrema facilità un fattore di tensione, di preoccupazione e di ansia per l’atleta. Quando le cose non vanno bene, soprattutto nel mondo del calcio, risultati negativi e/o errori personali possono dare sfogo ai tifosi, che si riversano sui canali del giocatore, manifestando delusione e rabbia. Situazioni che possono condizionare lo stato d’animo del calciatore. Lo stesso con cui poi il campione si approccia alla gara.

È frequente infatti il caso in cui un giocatore sparisce dai social o blocca la possibilità di interagire agli utenti, impedendo una comunicazione biunivoca.

Ma come vanno gestiti i social network?

Per prima cosa lo strumento social va considerato come un luogo nel quale il calciatore comunica con i tifosi. La cosa può sembrare scontata, ma non lo è: quando un calciatore pensa a un contenuto, che sia una frase o un’immagine, deve tenere presente l’obiettivo di quella comunicazione, ragionare su cosa vuole comunicare.

Capita spesso che un giocatore viva il proprio profilo come uno specchio, un luogo che utilizza per comunicare con se stesso, decida di postare una foto in concomitanza con un risultato negativo della propria squadra, scatenando le ire del tifoso, che vive il gesto come una mancanza di rispetto nel suoi confronti. 

Il social network è uno strumento di comunicazione con il tifoso, il calciatore deve essere coerente con il momento che sta vivendo, come professionista e come rappresentante di un popolo legato alla squadra per cui gioca.

Un secondo aspetto da tenere in considerazione è sicuramente il condizionamento.

Spesso il calciatore vive ciò che succede sui social in maniera diretta, lasciandosi condizionare dal parere altrui, interiorizzando le critiche e le osservazioni e di conseguenza lasciandosi trascinare in quella realtà.

Succede anche nelle situazioni positive: un calciatore reduce dal suo debutto, dopo aver ricevuto feedback positivi, rischia di farsi schiacciare dalle aspettative e sentirsi carico di responsabilità. Un fattore che non solo rischia di compromettere la serenità del calciatore, ma che aumenta in lui la pressione e la paura di sbagliare, che lo porterebbe a deludere lo stesso tifoso che fino al giorno prima lo aveva riempito di elogi.

L’approccio corretto in queste situazioni è quello di pensare che il proprio futuro venga determinato dal proprio lavoro, non dagli altri. Il calciatore deve leggere e interagire con il tifoso, ma restando concentrato sul fatto che il suo futuro in campo sia esclusivamente il riflesso del lavoro che fa.

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