Qual è il modo migliore per comunicare un obiettivo? I consigli del Mental Coach

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, l’obiettivo assume un ruolo fondamentale nella carriera di uno sportivo (calciatore o allenatore che sia).

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Il percorso verso la realizzazione di quello che si vuole essere passa attraverso tre passi: avere ben chiaro un traguardo da raggiungere, avere una strategia per farlo e iniziare ad agire con quel piano d’azione al fine di ottenere il risultato.

È vero che quando un calciatore ha un obiettivo personale o di gruppo, ci sono dinamiche che le terze parti non conoscono fino in fondo e quindi rischiano di non coglierne positività e ambizione, finendo con l’additare come presuntuoso l’atleta.

Per questo motivo, la comunicazione dell’obiettivo personale (o di gruppo) deve essere fatta con un criterio preciso, tenendo presenti alcuni aspetti.

Prendiamo come esempio un attaccante, reduce da una stagione conclusa con 7 reti messe a segno e desideroso di migliorarsi.

Per prima cosa bisogna sempre dire la verità. È categoricamente vietato mentire. Non per una questione etica, ma per una questione mentale: nel momento in cui dico una menzogna, la prima persona che la ascolta sono io, non l’interlocutore. Mentre parlo, quindi il mio cervello memorizza quell’affermazione.

Il nostro attaccante, se ha come obiettivo quello di mettere a segno 15 gol non deve dichiarare di volerne fare di meno per paura di non rivelarsi all’altezza delle sue aspettative, giocando poi su un eventuale effetto sorpresa. Se non vuole entrare nello specifico del numero, può generalizzare. Come?

Per evitare fraintendimenti, ma soprattutto evitare di essere tacciati di spocchia, il consiglio è di dire la verità ma depotenziandola rispetto all’interlocutore. L’interpretazione di chi abbiamo davanti non ci deve interessare ma è importante generalizzare, perché magari chi abbiamo davanti non è in grado di comprendere in toto il nostro obiettivo.

In questo caso, voler fare meglio delle 7 reti messe a segno la scorsa stagione può essere dichiarato come il desiderio di volersi superare rispetto a quanto fatto in passato. Non si tratta di mentire, nè a se stessi nè all’interlocutore, ma di rimanere vaghi. Nella testa del nostro attaccante resta acceso il mirino sui 15 centri, ma il suo reale obiettivo non viene rivelato nel dettaglio.

Generalizzando diamo valore ai risultati che vogliamo ottenere, assumendoci le responsabilità ma senza scoprirci eccessivamente.

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